Crossing in water

Data

22   settembre

Ora

18.30

Luogo

Passaggio Torre di Adalberto - Bergamo

L'istallazione fa parte di un filone iniziato prima degli anni '90, in cui fra i vari materiali di scarto recuperati e riutilizzati sono state privilegiate le bottiglie di plastica, rigorosamente usate.

L’installazione è costituita da tubi in policarbonato, scarti di produzione industriale, che contengono al loro interno bottiglie di acqua usate e tagliate a mano, costituendo una spirale retrattile, che evoca il modello del DNA, ma anche il morbido ricciolo di una ciocca di capelli, e allude al consumismo indotto dall’uso di bottiglie di plastica per  assicurarsi dell’acqua potabile…, contribuendo così, inevitabilmente, all'inquinamento indotto dal consumo di materie plastiche. Ma vuole anche stimolare una riflessione su una prospettiva di recupero... e contemporaneamente evocare la purezza, la freschezza, la brillantezza dell'acqua, elemento vitale, con una storia di significati fortemente simbolici per la condizione spirituale e fisiologica dell’uomo.

La luce emessa, alterata dall’andamento ondulato delle bottiglie che la filtrano e la diffondono ancora più luminosa, è simbolo sacro per sua essenza, e modifica la percezione cosmica all’incrocio dei due elementi luminosi  che vanno ad occupare lo spazio indicandone le quattro direzioni: Nord, Sud, Ovest, Est e costituendo altro elemento di riferimento sacrale cosmopolita qual è la CROCE.

Luce, spazio, sacralità dell’uomo e del suo uso quotidiano dell’ambiente, sono gli elementi all’interno di CROSSING IN WATER, 1988<>2018.

a cura di: Pina Inferrera

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